Don Augusto: da parroco a vescovo di due diocesi
Un mese fa, il 21 giugno 2026, abbiamo vissuto un momento di Chiesa tanto raro quanto ricco di grazia: don Augusto, nostro parroco dal 2011 al 2023, veniva ordinato Vescovo di Pistoia e di Pescia, prendendo possesso delle due diocesi. Un evento straordinario che, proprio per la sua unicità, abbiamo iniziato a preparare fin dal primo istante in cui è giunta la notizia della sua nomina da parte di Papa Leone XIV.
Ci siamo accostati a questo evento nella preghiera, vivendo il tempo di Pasqua con animo rinnovato, mentre i ricordi del suo ministero tra noi si facevano ancora più vivi e intensi. Stupore per la scelta del Papa, ma anche profonda gratitudine, che si è espressa concretamente nel dono della mitria per la sua ordinazione episcopale: un segno che raccoglie e custodisce dodici anni di vita condivisa, fatti di relazioni, tradizioni e di una presenza discreta ma costante nella nostra comunità.
È stata una giornata intensa, vissuta passo dopo passo: né il lungo viaggio né il caldo hanno attenuato il nostro entusiasmo. Accolti con grande cura dai volontari della diocesi di Pistoia, abbiamo atteso l’apertura della chiesa di San Francesco, luogo dell’ordinazione, dove tutto era predisposto per permettere a ciascuno di partecipare serenamente, sia all’interno sia nel chiostro.
La celebrazione, partecipata e toccante, ha raggiunto il suo culmine nella solenne processione che ha accompagnato don Augusto dalla chiesa di San Francesco alla Cattedrale di San Zeno. Un corteo ricco di segni e di storia, impreziosito dalla presenza della nostra Confraternita dei Patroni, dal corteo storico di Pistoia e dalla Compagnia di San Giacomo, insieme a vescovi, sacerdoti e a tutto il popolo di Dio che ha accompagnato “don Agu” verso quella che è divenuta la sua cattedrale.
Particolarmente emozionante è stato il momento della presa di possesso, atto conclusivo di una giornata lunga e intensa. Nel viaggio di ritorno, a notte inoltrata, la stanchezza ha lasciato spazio alla gioia e alla gratitudine al Signore per il cammino condiviso in questi anni.
Un cammino spirituale e concreto che don Augusto — pellegrino esperto e instancabile — saprà certamente proseguire anche nel suo nuovo ministero. Non mancheranno, ne siamo certi, occasioni in cui tornerà tra noi con la sua semplicità: le magliette, il clergyman e, nelle solennità, la talare, ora divenuta viola. Ma resterà sempre il don Augusto che abbiamo conosciuto: un pastore che cammina insieme al suo gregge.
Di Davide De Luca